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  <title>Holiday Viaggi - Arte, cultura, turismo</title>
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  <description>Blog dedicato al mondo dei viaggi, con diari, racconti, tante foto ... paesi e città... news e info</description>
  <language>it</language>
  <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:48:48 +0000</pubDate>
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    <title>Galleria del Costume Firenze.</title>
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    <pubDate>Fri, 23 Dec 2011 13:37:00 +0000</pubDate>
    <dc:creator>Riana</dc:creator>
        <category>Arte, cultura, turismo</category>
            
    <description>&lt;p&gt;La visita di un museo fa parte delle visite che fanno i turisti quando visitano una città. Oggi vi faccio visitare il museo Galleria del Costume Firenze che è uno dei piu bello museo a Firenze. La Galleria del Costume si trova nell'interna dela Palazzina del Meridiana di Palazzo Pitti, una costruzione neoclassica iniziata da Gaspare Maria Paoletti nel 1778 e terminata da Pasquale Pocciant. La Galleria del Costume racoglie i anziani costumi ed abiti storici presentati in ordine cronologico di tempo, dagli inizi XVII fino ai primi anni del XX secolo.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRxtmYK1THcp7Y2o21a8jc0oxMjoSg5D3WRVEyQW6MPadF1i7iX&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;La Galleria del Costume è stata fondata nel anno 1983 da Kirsten Aschengreen Piacenti, un storico italiano, ed occupa tredici sale della Palazzina della Meridiana di Palazzo Pitti, fra cui le sei di facciata.&lt;/p&gt;

&lt;pre&gt;Nelle Sale occupate dalla Galleria i costumi ed abiti sono esposti all’interno di vetrine appositamente climatizzate dove rimangono per un periodo di due anni, al termine del quale vengono sostituiti da altri esemplari. Si sono succedute dal 1983 al 1996 sei rotazioni di costumi; fino alla quinta 'selezione', le esposizioni evidenziavano secondo criteri didattici l’evoluzione della moda dal ‘700 agli inizi del ‘900; nel 1996 la selezione è stata dedicata all’ornamento, ovvero al ricamo e alla sartoria italiana e l’allestimento non segue un ordine cronologico; la prossima vedrà nuovamente esposti i costumi teatrali Tirelli corredati dei loro bozzetti e relative di scena.&lt;/pre&gt;


&lt;p&gt;Le rotazioni dei costumi sono determinate da esigenze di conservazione: evitano infatti che gli abiti vengano sottoposti allo stress di una permanenza troppo prolungata sul manichino e ad una eccessiva esposizione ai raggi di luce, sebbene il grado di luminosità nelle sale sia rigorosamente controllato.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>La Statua di Antino Osiride</title>
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    <pubDate>Fri, 22 Jul 2011 10:29:00 +0000</pubDate>
    <dc:creator>Riana</dc:creator>
        <category>Arte, cultura, turismo</category>
            
    <description>&lt;p&gt;La statua di Antinoo-Osiride,  che si trova nel Museo Gregoriano Egizio  Vaticano  rappresenta  il giovane bitinio di Claudiopoli, Antinoo stante, in costume egizio col  “ nemes “ che gli incornicia il capo e il gonnellino  “ scendit “ che ne avvolge le membra.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Lo schema compositivo si richiama allo stile ideale egizio anche se il modello è palesemente tratto da capolavori greci dell’età antica ed ellenistica secondo l’indirizzo classicheggiante che l’arte assume durante il regno dell’imperatore filelleno.
La statua  di Antinoo, alta ca. due metri, fu scoperta nella Vigna Michilli   nel 1740 e nel 1742 lo stesso Michilli ne fece dono al pontefice Benedetto XIV  che la collocò in  Campidoglio, successivamente   nel 1838 il pezzo fu   trasferito  in Vaticano dove ancora adesso si può ammirare.
Antinoo durante il viaggio compiuto in Egitto nel 130  morì appena ventenne in maniera misteriosa annegato, si narra,  nel canale detto Canopo che collegava Alessandria al ramo principale del Nilo.
La figura del giovinetto ha continuato la sua sopravvivenza attraverso l’assimilazione con Osiride,  il dio egizio che  muore e rinasce.
A sua volta associato dai Tolomei a Serapide,  divenne la divinità  legata alla salvezza alessandrina del fiume Nilo.
Il nome Antinoo che significa floridezza e rinascita, qualità che in Grecia erano attribuite a Dioniso, tanto che Erodoto stesso in uno dei suoi viaggi in terra egizia sembra aver riconosciuto in Antinoo  il Dioniso egizio; successivamente sarà assimilato per la sua bellezza idealizzata e la personalità malinconica ed enigmatica, al  pensiero filosofico dell’imperatore Adriano che, si narra, lo amò appassionatamente e al quale fu strettamente legato.
Adriano patì grande sofferenza per la perdita del suo giovane amante e sentì questa morte come il sacrificio del giovinetto immolatosi per lui e per la sua gloria.
Non è un caso che essa sia avvenuta nel momento in cui alcuni settori dell’impero stavano subendo dei sovvertimenti e  la  salute dell’imperatore, provata da questi problemi ne risentisse dolorosamente.
Adriano forse credette nel suicidio volontario di Antinoo quasi ad ubbidire ad un ordine della divinità, come si legge su un epitaffio; questo naturalmente  trasformò il giovinetto in una divinità eroica: il suo corpo fu quindi  mummificato e collocato in una delle tombe dedicate  a Ramses II.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Casa Milà Barcellona</title>
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    <pubDate>Fri, 08 Jul 2011 11:41:00 +0000</pubDate>
    <dc:creator>Rina</dc:creator>
        <category>Arte, cultura, turismo</category>
            
    <description>&lt;p&gt;Altrimenti conosciuta sotto il nome La Pedrera (cava di pietra), Casa Mila è uno dei grandi lavori dell'architetto catalano Antoni Gaudi. La Casa Milà, fu costruita verso l'anno 1905, ed poi diventato un centro culturale, e dall'anno 1984 è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell'Umanità, insieme ad altri lavori di Gaudí.
&lt;img src=&quot;http://farm6.static.flickr.com/5298/5460177722_6dc1268f33.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;E vero, Barcellona è Gaudi, e molti degli edifici che si ergono nella città sono casi delle opere di questo famoso artista. Basta soltanto di fare un giro affascinante e vedere che, le larghe file che si creano davanti a quest'edificio, sono simplicemente per entrare a La Pedrera o nella Casa Batlló, entrambi, delle opere dell'archittetto. La Casa Milà è stata commissionata dalla famiglia che viveva lì, fu costruita per Roser Segimon e Pere Milà per il loro matrimonio. In questo caso, il matrimonio Mila Camps. Dopo il successo della Casa Batlló, Gaudí si è impegnata a ridisegnare insieme ai suoi ex colleghi per quest'ultima.
 
Visto la sua forma, la Casa Milà evoca la natura nelle sue forme ondulate, nell'uso di pietre colorate ed i balconi in ferro battuto. Cioè, vedendo il lavoro, possiamo identificare subito di quale creatore si tratta. La differenza che tiene Casa Milà con le altre opere di Gaudi è che l'artista ha provato di incorporare dei motivi reigiosi. Sulla sporgenza, scolpì una rosa con inscrizione latine dell'Ave Maria, e nel progetto iniziale, prevede rittagliare una vergine nella sua facciata, insieme agli arcangeli Gabriele e Michele. Tuttavia, non è stato terminato perche c'era la Settimana tragica a Barcellona nell 1909.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La Pedrera è l'ultima opera di Gaudi prima di dedicarsi interamente alla Sagrada Familia. Anche se in passato sono state utilizzate come uffici case familiare, attualmente è di proprietà della Caixa Catalunya. Alcuni parti della casa sono occupati da uffici, mentre altri rimangono come case. Tuttavia, al quarto piano, il sottotetto e terrazzo sono aperti al pubblico per 7 euro (costo di ingresso). La cosa più bella è la copertina perché è pieno di camini e prese d'aria dalle forme strane e originali nello stile di Gaudì. Se avete intenzione di visitarla, allora vi consigliamo di andare presto, in quanto sono spesso abbastanza file. Buona visita.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Week end a Cagliari alla scoperta dei migliori talenti del jazz moderno.</title>
    <link>http://www.holiday-viaggi.com/post/2011/05/17/Week-end-a-Cagliari-alla-scoperta-dei-migliori-talenti-del-jazz-moderno</link>
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    <pubDate>Tue, 17 May 2011 11:41:00 +0000</pubDate>
    <dc:creator>Rina</dc:creator>
        <category>Arte, cultura, turismo</category>
            
    <description>&lt;p&gt;Cagliari capitale del jazz ma anche di tutto ciò che ruota attorno al Jazz. Per la prima volta la famosa kermesse dedicata al jazz ovvero l'&lt;a href=&quot;http://it.sardegne.com/eventi/5486-european-jazz-expo-2011-in-sardegna.html&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;European Jazz Expo&lt;/a&gt;
si svolgerà a Maggio dal 27 al 29 nel bellissimo parco di Monte Claro a Cagliari. &lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.holiday-viaggi.com/public/Img%20Rina/DSCF1381.JPG&quot; alt=&quot;DSCF1381.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Il line up è tra i più interessanti per gli appassionati della musica live. Si esibiscono tra gli altri Transglobal Underground, Alpha Blondie, Nick the Night Fly e Ray Gelato, Stefano Bollani e Helge Lien Trio, Sergio Cammariere, Gatti Mezzi e tanti altri.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Si tratta anche di un ghiotto week end che grazie alla temperatura quasi estiva di Cagliari permetterà anche di godersi un meritato periodo di relax tra mare, passeggiate in città e magari una gita fuori porta tra le varie località attorno a &lt;a href=&quot;http://www.sweetsardinia.it/cagliari&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Cagliari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.holiday-viaggi.com/public/Img%20Rina/Quartiere_Marina_Cagliari.JPG&quot; alt=&quot;Quartiere_Marina_Cagliari.JPG&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La prima giornata è dedicata a Cagliari. Passeggiata in Castello tra le Torri Pisane ed un immancabile visita al Museo Archeologico per scoprire i principali ritrovamenti della Sardegna prenuragica, nuragica e romana. Da non perdere i bronzetti sardi e la maschera ghignante proveniente da San Sperate di origine punica. Se il vostro concerto inizia tardi non perdetevi il tramonto sul mare sorseggiando un cocktail a Cala Mosca, prima della lunga spiaggia del Poetto.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La seconda giornata invece vi consigliamo di noleggiare un auto e dirigervi nella costa occidentale e precisamente a Pula circa 40 chilometri da Cagliari. Immaginate spiagge deserte ed un fantastico mare. Siete a pochi chilometri da un antica città – Nora – le cui rovine sul mare rappresentano la testimonianza delle colonizzazioni puniche e fenice in Sardegna. Immancabile un pranzo in uno dei ristoranti di Pula tra menu di pesce fresco e Carignanno del Sulcis.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;La terza giornata del festival vi consigliamo un mattina dedicata al turismo attivo. Cagliari si presta in maniera fantastica grazie ad alcuni scorci di natura inaspettati a pochi passi dal centro cittadino. Per gli amanti delle escursioni è possibile effettuare un leggero trek alla Sella Del Diavolo (la montagna a forma di Sella che si vede dalla spiaggia del Poetto) che vi porterà ad ammirare tutto il Golfo di Cagliari. Se siete invece amanti della bike è possibile noleggiare una bici e fare lo stesso percorso sia in versione free style verso la sella del diavolo sia in versione country verso il vecchio fortino militare. Nella prima fermata del Poetto invece potete cimentarvi in un lezione di wind surf o di vela.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Vacanze a ritmo di rock in Puglia per Italia Wave 2011</title>
    <link>http://www.holiday-viaggi.com/post/2011/05/10/Vacanze-a-ritmo-di-rock-in-Puglia-per-Italia-Wave-2011</link>
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    <pubDate>Tue, 10 May 2011 06:48:00 +0000</pubDate>
    <dc:creator>Rina</dc:creator>
        <category>Arte, cultura, turismo</category>
            
    <description>&lt;p&gt;Dal 14 al 17 Luglio si svolgerà il primo Italia Wave Love Festival 2011 a Lecce la capitale del bellissimo Salento. Il popolare festival lascia per la prima volta dopo 25 anni la Toscana per approdare nella Regione più cool del momento, ovvero la Puglia. Complice anche il caro traghetti che colpisce il turismo in Sardegna certamente il 2011 sarà l'anno delle vacanze in Puglia. Questi sono i mesi migliori per prenotare un &lt;a href=&quot;http://it.pugliae.com/residence/lecce/1372-villaggio-residence-campoverde-club.html&quot; hreflang=&quot;fr&quot;&gt;residence in Puglia&lt;/a&gt; ed ottenere forti sconti per una vacanza all'insegna del mare, del sole e del rock.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.holiday-viaggi.com/public/Img%20Rina/torre_dell___orologio_-_Muro_Leccese.JPG&quot; alt=&quot;torre_dell___orologio_-_Muro_Leccese.JPG&quot; style=&quot;display:block; margin:0 auto;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il programma del festival musicale più longevo d'Italia si preannuncia interessantissimo con alcuni artisti che faranno l'unica data in Italia proprio nel main stage. La formula inoltre quest'anno si arricchirà anche di un nuovo palco ovvero il Med Wave che raccoglierà alcuni artisti del bacino del Mediterraneo tra world music e nuovi beat.
I concerti dell'Italia Wave Love Festival si svolgeranno tra lo stadio comunale di Lecce dove sarà allestito il main stage, San Cataldo, la spiaggia dei Leccesi dove ci sarà il Wake up Stage e il Psycho Stage e l'aeroporto di Tepore, dove avrà luogo il consueto Electro stage.
Per adesso sono stati confermati Paolo Nutini, Kaiser Chief e Lou Reed tra i grandi nomi del rock ma  anche Vivendo Do Ocio dal Brasile, Serge Gainsbourg Experience e diversi artisti di prima importanza italiani come  Cristina Donà, Giovanni Lindo Ferretti.
Il festival è un'ottima occasione per un break in Puglia e per scoprire le meraviglie di Lecce considerata la Firenze del Sud d'Italia. Ma anche per prendere il sole nelle bellissime spiagge del Salento. Il Salento con la sua doppia costa ovvero il Salento dello Ionio e il Salento dell'Adriatico è un vero e proprio brand turistico che può vantare tantissime attrazioni.
Tra le località da non perdere tra un concerto e l'altro sicuramente la Riserva Naturale Le Cesine, Torre dell'Orso, Otranto, Gallipoli ma anche le località del Salento interno come Galatina e Maglie. Ovviamente il viaggio ideale in Puglia è affittando una macchina per potersi spostare agevolmente. I trasporti pubblici non sono esattamente all'avanguardia.
Per Italia Love Festival 2011 inoltre l'organizzazione del festival ha promosso la Wave Card per avere hotel e alloggi a prezzi vantaggiosi che potrete scoprire nel sito ufficiale della manifestazione: http://www.italiawave.com/
Il Salento è anche un paradiso per gli appassionati di sapori e della cucina italiana ma anche del buon vino. Negroamaro e Primitivo di Manduria non hanno niente a che invidiare al Chianti e con il Brunello mentre il pane pugliese è considerato da sempre uno dei migliori d'Italia. E poi i pasticciotti, i taralli, le orecchiette, i turcinieddhri, la taieddhra, la scapece e tantissimi altri dai nomi colorati e dai sapori forti. L'olio pugliese in particolare è veramente fantastico.
La Puglia vi aspetta.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Il famadihana malgascio</title>
    <link>http://www.holiday-viaggi.com/post/2010/08/26/Il-famadihana-malgascio</link>
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    <pubDate>Thu, 26 Aug 2010 10:02:00 +0000</pubDate>
    <dc:creator>Riana</dc:creator>
        <category>Arte, cultura, turismo</category>
            
    <description>&lt;p&gt;A Madagascar molte sono le angenzie di viaggi che propongono delle offerte speciale per l'ausenza malgascia come il famadahina malgascio. In periodo di vacanze cioè in mese d'Agosto e settembre molti sono i tuirsti che vengono a Madagascar per scoprire il famadihana. La parte che prattica il piu quest' ausenza è la regione di Betsileo e Antananarivo.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Il famadihana è un'usanza funebre che si trova nella maggior parte delle tribù del Madagascar sopra tutto nella parte central dell'isola. Anche se è apparso relativamente tardi (forse dopo il secolo XVII), almeno nella sua forma attuale, il famadihana è una continuazione della vecchia usanza di &quot;doppio funerale&quot; ampiamente fino all'era moderna nel sudest asiatico. Questa usanza si basa sulla convinzione che gli spiriti dei morti potrà finalmente entrare nel mondo del dopo antenati corruzione corpo completo dopo uno period lungo potrebbe durare per anni, e dopo il completamento di cerimonie appropriate. In Madagascar, però, questa nuova sepoltura  alla fine diventa periodico, di solito ogni sette anni, una grande festa che coinvolga tutti i membri del gruppo. In questa occasione, le sartie di seta per il funerale scomposto resti di diversi enti sono rinnovati. Per i malagasci il famadihana non significa soltanto fare la festa o coprire i suoi precedenti ma sopratutto per unificar la familia entera. Molte volte durante la festività di famadihana che si encotrono i membri di familia lontana.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Oggi, la pratica di famadihana tende a diminuire a causa di una quota del costo spesso elevato della cerimonia, e l'altra l'impatto di influenza occidentale, in particolare attraverso fanatismo cristiano (finché la gente non si sentiva alcuna contraddizione tra questa abitudine e principi cristiani!), che sta guadagnando terreno grazie a impoverimento.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Il museo di Galleria degli Uffici</title>
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    <pubDate>Tue, 13 Jul 2010 09:47:00 +0000</pubDate>
    <dc:creator>Riana</dc:creator>
        <category>Arte, cultura, turismo</category>
            
    <description>&lt;p&gt;Il museo di Galleria degli Uffici è uno dei più importanti musei del mondo, è dotato di un patrimonio artistico immenso. Divenne museo dedicato prevalentemente alla pittura, con migliaia di opere dal secolo XIII al XVIII, in seguito al riordino settecentesco, che comportò il trasferimento di alcune collezioni (armi, strumenti scientifici, reperti archeologici, bronzi antichi e moderni) in altre sedi, con l’istituzione di nuovi musei.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://farm1.static.flickr.com/56/172257553_b447fe8738.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Dopo le soppressioni di chiese e conventi tra Sette e Ottocento, giunsero agli Uffizi numerosi opere di provenienza ecclesiastica, mentre agli inizi del Novecento vennero acquisiti alcuni importanti dipinti. Tra i capolavori esposti: le grandi pale d’altare di Cimabue e Giotto; opere del Trecento senese (tra le quali spicca l’Annunciazione di Simone Martini); una ricchissima panoramica sul Quattrocento in Toscana e nell’Italia centrale (dalla Madonna con Bambino e Sant’Anna di Masaccio e Masolino, a Filippo Lippi e a Botticelli, con la Nascita di Venere e la Primavera, da Piero della Francesca, con i Ritratti dei duchi di Urbino a l’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano).&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Le sale dedicate alla pittura del Cinquecento riuniscono i maestri delle maggiori scuole italiane: dall’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci, a Michelangelo e Raffaello; Tiziano, con la Venere di Urbino, insieme a Veronese e Tintoretto testimonia la grande stagione della pittura veneta; non mancano gli artisti di altri paesi, da Albrecht Dürer a Hans Holbein, fino a El Greco. Il Bacco di Caravaggio apre la serie di opere seicentesche, ricca di pezzi provenienti dalle più importanti scuole europee, da Rubens a Van Dyck, agli Autoritratti di Rembrandt; infine, Canaletto e Guardi, insieme con Longhi e Tiepolo, offrono una panoramica sul Settecento. La galleria ospita inoltre sculture antiche, miniature e arazzi provenienti dalle collezioni medicee. Sono in corso i lavori per la realizzazione dei Nuovi Uffizi, che porteranno al raddoppio della capacità espositiva, consentendo la visione di opere finora non accessibili al pubblico.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>La fontana dei Quattro Fiumi</title>
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    <pubDate>Fri, 18 Jun 2010 09:40:00 +0000</pubDate>
    <dc:creator>Riana</dc:creator>
        <category>Arte, cultura, turismo</category>
            
    <description>&lt;p&gt;La scultura della Fontana dei Quattro Fiumi si trova a Roma in piazza Navona. Tutta la struttura della Fontana dei Fiumi del Bernini sorregge l'obelisco egizio originariamente posto nel circo di Massenzio; sulle sporgenze della scogliera si ergono le personificazioni dei quattro fiumi realizzati dai collaboratori dei quatro maestri chi sono il Danubio dal Raggi, il Gange dal Poussin, il Rio della Plata dal Baratta ed il Nilo dal Fancelli.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://farm4.static.flickr.com/3339/3586973003_4ed0f6d47e.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Oltre a queste figure antropomorfe, simbolo dei quattro continenti allora noti, il bacino circolare è popolato da leoni ed altri animali fantastici, mentre al vertice della fontana dei quattro fiumi, fu posta una colomba in bronzo, simbolo al tempo stesso, sia dell'opera pacificatrice della Chiesa nel mondo, sia della famiglia del Pontefice che volle il monumento: i Pamphili.
La tradizione vuole che le pose delle statue del Nilo e del Rio della Plata nella Fontana dei quattro fiumi, così come quelle della statua di Sant'Agnese nella base del campanile destro dell'antistante omonima chiesa, siano dovute alla rivalità fra i due maggiori architetti dell'epoca: Borromini e Bernini.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Il Rio della Plata avrebbe la mano alzata per ripararsi dal crollo della facciata della Chiesa di Sant'Agnese in Agone mentre il Nilo avrebbe il capo velato, non per alludere al fatto che ancora fossero ignoti i luoghi delle sue sorgenti, ma per il rifiuto di vedere l'opera del Borromini; allo stesso modo gli abitanti di Roma vedono nel gesto di Sant'Agnese, che si tocca il petto con la mano, l'assicurazione che il Borromini stesso volle dare circa il fatto che la sua chiesa non sarebbe caduta.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Tutti pazzi durante la Tomatina</title>
    <link>http://www.holiday-viaggi.com/post/2009/12/03/Tutti-pazzi-durante-la-Tomatina</link>
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    <pubDate>Thu, 03 Dec 2009 13:13:00 +0000</pubDate>
    <dc:creator>Rina</dc:creator>
        <category>Arte, cultura, turismo</category>
            
    <description>&lt;p&gt;Essendo fra gli eventi più popolari del paese, La Tomatina o la festa di Bunol, è una festa con la che i partecipanti fanno delle battaglie di pomodori. E la più selvaggia delle feste spagnole.&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.holiday-viaggi.com/public/la_tomatina.jpg&quot; alt=&quot;ESPAÑA-TOMATINA&quot; style=&quot;display:block; margin:0 auto;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Dopo aver visto un documento su questa festa, ho visto che circa 30 000 persone partecipanno alla tomatina e si riuniscono in un piccolo luogho davanti a qualche autocarri che portano via 120 000 tonnellate di pomodori. Tutti quelli presenti all'evento gridanno « to-ma-te » finché tutti i pomodori sono lasciati e succosi a loro. Vediamo poi che la tensione monta, tutti sono diventato come pazzi e perdono tutti la testa. Si scatenano e si colpiscono l'un l'altro durante un ora circa. La battaglia non sembra facile ma tutti i partecipanti si arrischiano a dire che è la più divertente de tutte le feste che si svolgono in Spagna.
La tomatina cominciava a partire dal 1944, ma si dice che negli ultimi anni, è diventata un caso più significante in Spagna. Quindi ci sono degli autori che scelgono di scrivere articoli o libri riguardante alla tomatina, fra gli altri il romanziere Louis de Bernières, quello che ha parlato della manifestazione creando una narrazione portando a termine che «se avesse pianificato bene la sua vita e si fosse mantenuto in salute, avrebbe potuto partecipare ad altre 19 tomatinas prima di diventare troppo debole per l'occasione.»
Qualora vi interessasse l'idea di partecipare alla battaglia di pomodoro, dovete controllare presso l'ufficio di turismo della provincia di Valencia se l'evento si svolge l'ultimo mercoledi di agosto, perche a volte, avviene una settimana prima. Visto che a Bunol non c'è la possibilità d'alloggio, tutte le personne che ci vengono partecipano alla tomatina. Dopo un'ora di combattimento, (comincia generalmente alle 11 per essere finito a mezzogiorno), l'annucio della fine di battaglia suona e tutti sono lavati dai pompieri che vengono in luogo, poi le strade sono tutte calme e durante l'anno, nessuno tirerà più neanche un pezzeto di pomodoro.
Allora, buon divertimento!&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>I misteriosi Giardini pensili di Babilonia</title>
    <link>http://www.holiday-viaggi.com/post/2009/11/20/I-misteriosi-Giardini-pensili-di-Babilonia</link>
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    <pubDate>Fri, 20 Nov 2009 08:59:00 +0000</pubDate>
    <dc:creator>Rina</dc:creator>
        <category>Arte, cultura, turismo</category>
            
    <description>&lt;p&gt;I Giardini pensili di Babilonia situati a circa 50 chilometri al sud della città di Baghdad fu la seconda dei Setti meraviglie del mondo. I giardini furono costruiti da un'idea del re Nabucodonosor II circa l'anno 590 a.C. Secondo la legenda, il re avrebbe fatto costruire per sua moglie Semiramis, i misteriosi Giardini pensili di Babilonia per il riccordo della vegetazione delle montagne del suo paese, cioè «La Médie», attualmente chiamato Iran.&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.holiday-viaggi.com/public/Giardini_Pensili.jpg&quot; alt=&quot;Giardini_Pensili.jpg&quot; style=&quot;display:block; margin:0 auto;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Sui giardini, si cultivanno dei pianti e degli alberi della Mesopotamia e delle montagne della Médie. Ad esempio, nel primo piano di circa 8 metri di altura, si puo vedere degli grandissimi alberi tale come i platani, palme, dattero, pino e ancora cedro. Sul secondo piano di tredici metri, vediamo i ginepri, cipresso e una quantità degli alberi da frutta. A parte gli vari alberi, ci sono anche differenti fiori che fioriscono per ornare il luogo. Malgrado l'aridità della regione,la regina poteva ammirare le rose ogni giorno nel suo giardino che la rendeva molto allegra.
Si dice anche che nella cultura tradizionale della Mesopotamia,la parolla giardino è anche similie a paradiso,cioè il re voleva offrire un paradiso terrestre a sua moglie.
Non erano i giardinieri che si occupavano della manutenzione dei giardini di 120 m² e della vegetazione ma avevano molti schiavi.
Ma quello che rimane misterioso finora è la vera localizzazione dei giardini, varie ipotesi sono lasciati emergere,cioè l'ubicazione precisa dei giardini pensili di Babilonia. Infatti, è anche curioso che un re come Nabuchodonosor II, un tal che sempre si vanta di aver fatto tante costruzione tale come muraglie, palazzi, ecc, ... è rimasto muto riguarda questa misteriosa costruzionedi giardini pensili della Babilonia.
Quindi anche se i giardini hanno figurato tra le meraviglie del mondo antico, finora nessun sa veramente chi l'ha fatto costruire e per chi?molti rimori cirulano ma quello vero risulta sempre misterioso!&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>LAZIO, ARCHEOLOGIA E TURISMO</title>
    <link>http://www.holiday-viaggi.com/post/2009/08/20/LAZIO-ARCHEOLOGIA-E-TURISMO</link>
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    <pubDate>Thu, 20 Aug 2009 07:24:00 +0000</pubDate>
    <dc:creator>Rina</dc:creator>
        <category>Arte, cultura, turismo</category>
            
    <description>&lt;p&gt;Nel Lazio, a parte Roma con le sue tante vestigia, una fetta consistente del turismo culturale riguarda le tante località archeologiche.
Infatti, anche nei confronti di molti stranieri, hanno un discreto fascino gli antichi siti etruschi e quindi sono sempre tanti coloro che si recano a Tarquinia, Cerveteri , Vulci e via discorrendo. Gli affreschi di alcune tombe, talora con scene di antichi convivi , hanno infatti un loro fascino e spesso sono riportati su libri di larga diffusione.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Poi, anche nei pressi di Roma, ad esempio a Palestrina (dove è conservato un bel mosaico nilotico) ed Ostia Antica vanno sovente turisti di diverse provenienze. Idem destano interesse alcuni reperti di Tivoli e fra questi è sempre molto gettonata Villa Adriana.
Infine da qualche tempo c’è interesse anche per l’archeologia del Lazio meridionale dove fra reperti romani e resti delle antichità civiltà italiche c’è veramente molto.  A cominciare dal grande tempio di Giove Anxur di Terracina.
E relativamente al Lazio sud inizia ad esserci interesse anche per quello che Ernici e Volsci hanno lasciato prima di essere coinvolti dalla dominazione romana. Le acropoli e le mura megalitiche di Alatri, Anagni, Ferentino e tanti altri luoghi iniziano ad avere nuovi interessi come pure ha confermato la recente mostra che fra giugno e luglio 2009 è stata proposta al Vittoriano di Roma.
Infatti se è vero che suscitano interesse posti come Stonehenge in Gran Bretagna e Carnac in Francia, è anche vero che nel Lazio ci sono tante cosette che facilmente possono essere motivo di curiosità e di interesse. Semmai c’è il problema che, per le solite questioni nostrane, certi itinerari non sono poi tanto noti al grande pubblico.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Per approfondimenti: &lt;a href=&quot;http://www.lazio-directory.org/archeologia.htm&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Lazio archeologia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>IL CIRCEO: LEGGENDA, STORIA E NATURA</title>
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    <pubDate>Thu, 20 Aug 2009 07:20:00 +0000</pubDate>
    <dc:creator>Rina</dc:creator>
        <category>Arte, cultura, turismo</category>
            
    <description>&lt;p&gt;Sul Circeo, come molti sanno, c’è anche la teoria che fu una delle tappe di Ulisse nella sua Odissea.
A parte il nome che rinvia alla famosa maga Circe ed altre storie leggendarie, c’è però anche il fatto che questo pezzetto di Lazio, prima dei grandi disboscamenti seguiti alle bonifiche del sud pontino, era per molti versi una zona praticamente selvaggia.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Sicuramente era stata abitata anche da uomini della preistoria come hanno dimostrato le scoperte in varie caverne della zona ( e fra queste quella più famosa è quella denominata “Guattari”)
Comunque questa terra era amata anche dagli antichi romani che vi insediarono prima una loro piccola città (Circeii) e poi vi costruirono diverse ville importanti. Ed una di queste probabilmente era dell’imperatore Domiziano.
Come accennavamo la bella area naturale rischiò molto grosso negli anni trenta e per fortuna il danno fu -all’ultimo- scongiurato dalla Milizia Nazionale Forestale che nel 1934 riuscì ad ottenere l’assenso per la creazione di uno dei primi parchi italiani che inizialmente includeva oltre il promontorio, poche altre zone ed anche l’abitato storico di San Felice Circeo.
Nel dopoguerra il parco, inizialmente piccolo, si è gradualmente allargato ed in ultimo è stata inclusa nello stesso anche l’isola di Zannone dell’arcipelago delle pontine.
Ai tempi odierni quindi il Parco del Circeo insieme alle località vicine (esempio Sabaudia) è una delle attrazioni turistiche più importanti sia per chi abita a Roma che altrove. Ed ovviamente anche il mare e le tradizioni gastronomiche sono un buon motivo per una simpatica gitarella.
Per approfondimenti: il &lt;a href=&quot;http://www.laziosud.net/turismo/circeo.html&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Circeo&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>TURISMO E STORIA DELL’ARTE</title>
    <link>http://www.holiday-viaggi.com/post/2009/08/19/TURISMO-E-STORIA-DELLARTE</link>
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    <pubDate>Wed, 19 Aug 2009 11:28:00 +0000</pubDate>
    <dc:creator>Rina</dc:creator>
        <category>Arte, cultura, turismo</category>
            
    <description>&lt;p&gt;A parte qualche fatto congiunturale è ormai un fatto che buona parte del turismo ha buone preferenze per le mete culturali ed i musei (e fra questi più facilmente quelli dedicati all’arte).
Poi sono un fenomeno dei tempi nostri le tante mostre che vengono organizzate in molte località. Magari a volte sembrano un po’ tante, qualcuna magari è curata approssimativamente&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Ovviamente non mancano polemiche ed osservazioni varie. Fra le tante discussioni degli ultimi tempi va segnalato il confronto fra gli accessi al Louvre ed altri musei internazionali e quelli (di numero inferiore) ai musei italiani che hanno diversa impostazione e sono spesso ubicati in antichi edifici
Molti luoghi d’arte comunque vengono talora visitati frettolosamente e perché per tanti  è semplicemente di moda fare certi percorsi.
La conoscenza della storia dell’arte fra i turisti è spesso limitata e ciò ha delle conseguenze nelle scelte. Magari, in diversi casi, sarebbe opportuno vedere certi quadri nelle loro normali e storiche ubicazioni piuttosto che in occasione di mostre affollate e magari care. Ancora i musei andrebbero visitati con opportuna calma. E magari tornarci più di una volta.
Resta infatti da valutare, a parte il numero di ingressi di certi musei di successo, cosa effettivamente rimanga ai visitatori.  A certi numeri corrisponde una progressione concettuale&amp;nbsp;?
Comunque la frequenza di musei e chiese piene di opere artistiche- alla fine- induce  un po’ di persone attente ad interessarsi veramente di storia dell’arte anche se hanno alle spalle studi tecnici. Magari queste persone iniziano ad approfondire su internet ma in tanti poi passano anche ai libri o magari si iscrivono a qualche associazione culturale.
D’altra parte la &lt;a href=&quot;http://www.arte-argomenti.org/&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;storia dell’arte&lt;/a&gt;, a conoscerla un po’, è veramente stimolante.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>PALERMO E LO STILE ARABO-NORMANNO</title>
    <link>http://www.holiday-viaggi.com/post/2009/08/19/PALERMO-E-LO-STILE-ARABO-NORMANNO</link>
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    <pubDate>Wed, 19 Aug 2009 05:43:00 +0000</pubDate>
    <dc:creator>Rina</dc:creator>
        <category>Arte, cultura, turismo</category>
            
    <description>&lt;p&gt;Sono ormai tanti i turisti (magari in crociera) che raggiungono Palermo ed altre vicine località siciliane. Quasi un po’ tutti si imbattono, con qualche domanda,  in uno stile artistico che ha delle peculiarità: quello arabo-normanno. Quale era esattamente il contesto&amp;nbsp;?&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;La questione non è poi complicata. Quando i cavalieri normanni, con l’ausilio talora dei pisani e di cavalieri lombardi, vinsero gli arabi non erano molto numerosi  e quindi sostanzialmente l’operazione fu prettamente militare. La popolazioni di origine araba furono pertanto cospicue per diversi secoli e specialmente nei primi tempi il loro gusto si impose in diversi settori. Quel poco che non era stato stato assimilato durante il dominio arabo (831-1072) era comunque legato ai bizantini ed anche le poche comunità cristiane rimaste non erano affatto affiliate alla Roma papale ma al patriarcato di Costantinopoli.
All’inizio anche la monetazione dei re normanni, pure per motivi commerciali, riprese i tipi che avevano precedentemente utilizzato gli emiri (incluse le scritte fatimite ecc.). Anche le maestranze e gli architetti erano spesso arabi anche se poi a molte cose (esempio i mosaici della Cappella Palatina, di Monreale, Cefalù ecc.) contribuivano artigiani ed artisti provenienti da Bisanzio. In questo contesto diverse soluzioni degli architetti furono pertanto quelle dello stile arabo. Vedasi le cupolette di  San Cataldo, S.Giovanni degli Eremiti ed anche di Trinità di Delia a Castelvetrano, ma anche alcune soluzioni alla Zisa e nella c.d. Cuba.
Anche la costruzione dello splendido duomo di Monreale fu necessitata dall’esistenza di numerosi popolazioni islamiche appena fuori la Palermo dell’epoca. Da Monreale iniziava infatti una grossa enclave araba che arrivava nelle zone interne della Sicilia (Val Mazara, ecc.) e quindi i normanni, d’intesa con il papa, favorirono la presenza di uno speciale vescovato che eccezionalmente fu stabilito a poca distanza da Palermo.  L’intento della potente abbazia di Monreale era proprio quello di cristianizzare quelle popolazioni ed i noti mosaici erano una parte dell’opera di propaganda. Passati i secoli ed esaurite le tolleranti dinastie normanne e sveve, l’ultima operazione (purtroppo cruenta) contro gli arabi rimasti fu condotta dagli angioini nel castello di Lucera (in Puglia) dove erano confinati da qualche tempo.
Per approfondimenti: &lt;a href=&quot;http://www.storia-riferimenti.org/medioevo/sicilia/palermo.htm&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Palermo medievale&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Fuente Mágica: le emozioni di uno spettacolo</title>
    <link>http://www.holiday-viaggi.com/post/2009/08/06/Fuente-Magica%3A-le-emozioni-di-uno-spettacolo</link>
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    <pubDate>Thu, 06 Aug 2009 11:48:00 +0000</pubDate>
    <dc:creator>Niry</dc:creator>
        <category>Arte, cultura, turismo</category>
            
    <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.holiday-viaggi.com/public/Magic_Fountain_Barcelona.jpg&quot; alt=&quot;Magic Fountain Barcelona&quot; style=&quot;display:block; margin:0 auto;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Ai piedi del Montjuic e a pochi passi da Plaça de Espanya si puó assistere a una perfetta affascinante combinazione di musica e di colori: lo spettacolo de &lt;strong&gt;La Fuente Mágica&lt;/strong&gt; (Fontana Magica).&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.holiday-viaggi.com/public/Magic_Fountain_2.jpg&quot; alt=&quot;Magic Fountain Barcelona 2&quot; style=&quot;display:block; margin:0 auto;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Progettata dall’architetto &lt;strong&gt;Carles Buigas&lt;/strong&gt;, è stata costruita in occasione della Esposizione Universale del 1929. La Fuente Mágica si trova di fronte al &lt;strong&gt;Palau Nacional&lt;/strong&gt; e comprende una fontana piú grande, la vera attrazione dello spettacolo, e una serie di fontanelle e cascatelle piú piccole che si estendono fino alle &lt;strong&gt;Torri Veneziane&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Plaça de Espanya.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;È possibile assistere allo spettacolo della Fuente Mágica dal &lt;strong&gt;Giovedi&lt;/strong&gt; alla &lt;strong&gt;Domenica&lt;/strong&gt; dalle &lt;strong&gt;21.30&lt;/strong&gt; alle &lt;strong&gt;23.30&lt;/strong&gt;. Non pensate che sia uno show creato per affascinare i bambini, anzi sono spesso gli adulti a rimanerne incantati. Ci si sorprende infatti dell’incredibile varietà di persone che assistono a questo spettacolo: è uno scenario romantico per le coppiette, è un momento magico per i bimbi, mentre per i gruppi di amici è un momento da ricordare magari immortalato da uno bello scatto. Quindi l’animazione di luci e di spruzzi d’acqua che si muovono a suon di musica è un evento imperdibile per tutti coloro che visitano Barcellona.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Quando comincia lo spettacolo migliaia di occhi sono puntati sulla fontana principale e centinaia di persone si muovono a ritmo di musica che in base all’orario puó essere di canzoni &lt;strong&gt;anni ’80&lt;/strong&gt; (tra cui Every breath you take dei Police, Living on a prayer di Bon Jovi e Moonlight Shadow di Mike Oldfield), arie di &lt;strong&gt;musica classica&lt;/strong&gt;,
&lt;strong&gt;colonne sonore&lt;/strong&gt; dei film, la &lt;strong&gt;zarzuela&lt;/strong&gt; o uno speciale mix di canzoni di Freddie Mercury e &lt;strong&gt;Montserrat Caballé&lt;/strong&gt;. Il posto migliore da cui assistere allo spettacolo è sicuramente stando seduti sulle scalinate del Palau Nacional: si vede lo show incorniciato dalle luci di Plaza de Espanya. Alla piazza e alle fontane illuminate, si uniscono migliaia di flash: infatti, tutti vogliono un ricordo con la fontana multicolore. La foto più gettonata? Qualla della propria ombra con allo sfondo una cascata rosa, piuttosto che rossa o azzurra.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Per arrivare alla Fuente Mágica potete prendere la metropolitana e scendere a Plaça de Espanya: &lt;strong&gt;linea rossa L1&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;linea verde L3&lt;/strong&gt;. Per maggiori informazioni leggete anche questo articolo sulla &lt;a href=&quot;http://www.oh-barcelona.com/it/blog/2009/guida-turistica/attrazioni/fontana-magica-montjuic-676&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Fuente Mágica&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Tu My
&lt;a href=&quot;http://www.oh-barcelona.com/it/blog/&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;OH-Barcelona Blog&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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