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PALERMO E LO STILE ARABO-NORMANNO

Sono ormai tanti i turisti (magari in crociera) che raggiungono Palermo ed altre vicine località siciliane. Quasi un po’ tutti si imbattono, con qualche domanda, in uno stile artistico che ha delle peculiarità: quello arabo-normanno. Quale era esattamente il contesto ?

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La questione non è poi complicata. Quando i cavalieri normanni, con l’ausilio talora dei pisani e di cavalieri lombardi, vinsero gli arabi non erano molto numerosi e quindi sostanzialmente l’operazione fu prettamente militare. La popolazioni di origine araba furono pertanto cospicue per diversi secoli e specialmente nei primi tempi il loro gusto si impose in diversi settori. Quel poco che non era stato stato assimilato durante il dominio arabo (831-1072) era comunque legato ai bizantini ed anche le poche comunità cristiane rimaste non erano affatto affiliate alla Roma papale ma al patriarcato di Costantinopoli. All’inizio anche la monetazione dei re normanni, pure per motivi commerciali, riprese i tipi che avevano precedentemente utilizzato gli emiri (incluse le scritte fatimite ecc.). Anche le maestranze e gli architetti erano spesso arabi anche se poi a molte cose (esempio i mosaici della Cappella Palatina, di Monreale, Cefalù ecc.) contribuivano artigiani ed artisti provenienti da Bisanzio. In questo contesto diverse soluzioni degli architetti furono pertanto quelle dello stile arabo. Vedasi le cupolette di San Cataldo, S.Giovanni degli Eremiti ed anche di Trinità di Delia a Castelvetrano, ma anche alcune soluzioni alla Zisa e nella c.d. Cuba. Anche la costruzione dello splendido duomo di Monreale fu necessitata dall’esistenza di numerosi popolazioni islamiche appena fuori la Palermo dell’epoca. Da Monreale iniziava infatti una grossa enclave araba che arrivava nelle zone interne della Sicilia (Val Mazara, ecc.) e quindi i normanni, d’intesa con il papa, favorirono la presenza di uno speciale vescovato che eccezionalmente fu stabilito a poca distanza da Palermo. L’intento della potente abbazia di Monreale era proprio quello di cristianizzare quelle popolazioni ed i noti mosaici erano una parte dell’opera di propaganda. Passati i secoli ed esaurite le tolleranti dinastie normanne e sveve, l’ultima operazione (purtroppo cruenta) contro gli arabi rimasti fu condotta dagli angioini nel castello di Lucera (in Puglia) dove erano confinati da qualche tempo. Per approfondimenti: Palermo medievale