Aspettando il 26
By Mirindra on Tuesday, 22 June 2010, 06:11 - Attualità turistiche - Permalink
Era il 26 giugno 1960 quando l'isola, quarta per estensione al mondo, e famosa per flora e fauna prevalentemente uniche, del Madagascar, ottenne la sua indipendenza. Ci stiamo avvicinando al cinquantenario di quel giorno e oggi, chi può parte in viaggio per l'isola proprio in questo periodo, per scoprire le celebrazioni, la gioia del popolo e le tradizioni. I festeggiamenti non si hanno solo in loco, in effetti si festeggia dovunque ci sia una comunità malgascia: Canada, USA, Europa, Cina, Africa ... Certamente la vera (e più bella) festa ha luogo nella grande Isola: le sfilate tradizionali, il cibo malgascio e i fuochi d'artificio che accendono la notte del 25.
Vediamo una breve, non pretenziosa, storia del paese.
I colonizzatori francesi sono arrivati nell'isola nel 1895, per abbandonarla nel 1960. La parola indipendenza è molto impegnativa: attualmente va detto che questa indipendenza rimane puro sofisma, giacché il paese è dipendente in tutto e per tutto da altri. Per i "malagasy", il Madagascar è considerato terra sacra, appartenente ai loro antenati nonché ai loro figli. Per questo si rispetta, si ama. Spesso i popoli sentono l'amore di patria soltanto espatriando, o in situazioni particolari di difficoltà... i "malagasy" vanno fieri del loro paese, quantunque le cose politicamente ed economicamente non vadano tanto bene. L'isola ha un potenziale enorme: turismo, affari, piantagioni di vaniglia che fanno dell'Isola la "Capitale mondiale della vaniglia", piante da profumo quali l"Ylang ylang" che fanno impazzire i turisti. L'allevamento di dodici milioni di zebù fanno altresì del paese la "Terra del cuoio" ...non lontano da dove vive la sottoscritta c'è la "Casa Grande", fabbrica di lavorazione di pelle di zebù, fondata da un italiano. Il cuoio è... resistente, morbido e naturale.
Il paese può fornire al mondo intero delle risorse minerarie quali oro, pietre preziose e "micas"... e gli investitori ne traggono grandi vantaggi per la loro attività (rame, cromo, alluminio ...).
Altra caratteristica che rende famosa la Grande Isola, sono i suoi prodotti artistici... è una terra di creativi: i gioielli in prestigiosi corni di zebù, le elegantissime borse in rafia, chicchissime lampade in semi-pietra preziosa, i dipinti di rara bellezza... Gli articoli, per mantenerne qualità e bellezza, sono fatti a mano punto dopo punto. Il popolo malgascio è molto esigente circa la qualità del suo lavoro. Infatti in loco si dice:
o si fa bene, o non si fa niente.
Nella vita quotidiana di questo popolo, tutto gira sulla moda, la cultura degli affari e l'innovazione. La moda segue per filo e per segno quella dell'ultimo secondo in Europa... magari non è della stessa qualità, ma senz'altro di identica parvenza. Potrebbe risultare difficile da credere ma... ci sono anche centri di ricerca e di sviluppo per le industrie di questo paese. Quanto agli artigiani, hanno un loro disegno proprio, consolidato negli anni e arricchito di nuovi particolari a seconda della fantasia di ognuno. L'arte malgascia incanta il cuore di molti turisti e turiste... vedi i cappelli tradizionali, le borse di vimini fatte a mano... e tanto, tanto altro.
Dalla sua indipendenza in poi, "l'isola di bellezza" attira molto gli Europei (tedeschi e italiani dopo il passaggio di inglesi e spagnoli). E' conosciuta nel mondo per le sue stazioni balneari vivacemente animate e cosmopolite e di certo, per chi sa organizzarsi, l'isola ha moltissime attrazioni (windsurf, immersioni...)
Non solo, è anche il paradiso della vita notturna: musica, risto, casinò... insomma non mancano feste e divertimenti..; citiamo per tutti il Madajazzcar e il festival della danza popolare, "Festival Donia". La capitale è ricca di musei, gallerie d'arte, pub, negozi lussuosi, banche e imperiose chiese in cima a colline. L' "avenue de l'indépendance" è davvero magnifica, non solo per com'è, ma per la vita che vi si svolge. Il Madagascar è baciato dal sole tutto l'anno... attualmente va detto che il clima è cambiato anche a Mada, l'inverno è freddino, specialmente zona capitale e Antsirabe, e in queste zone certamente l'estate non raggiunge i quaranta gradi ai quali è giunta negli ultimi anni l'estate italiana.
Ritornando alla storia, il paese fu letteralmente invaso dagli indopakistani e i cinesi dopo l'indipendenza, motivo commercio: aprirono i loro ristoranti (sempre pieni), bigiotterie, negozi di vestiti ecc...
Dal 2001 il paese si apre maggiormente all'estero... Australia, America, Canada... Il cielo è aperto, il mare anche... comincia il turismo di lusso degli yatchs, una vera e propria gara. I turisti vanno in parapendio a Andringindra o Tsaratanana (2876 m d'altitudine), Anakaratra...
E finalmente, arriva anche per questo paese il tempo delle industrie e delle imprese... di fronte all' euro il valore della moneta nazionale si stabilizza.
Davvero degna di nota la fede che i malgasci hanno conservato... Se in molte parti del mondo si è cancellato Dio dalle vite quotidiane, in questo paese chiunque, dai politici alla gente comune, dai presentatori televisivi ai più poveri tra i poveri, loda e rende grazie, senza vergogna come avviene altrove, al "Zanahary".
Siamo dunque a meno tre dalla grande festa, dal 25 notte, la capitale è letteralmente nel caos, strade bloccate al traffico, bandiere alzate ovunque, venditori ambulanti triplicati.... Se siete tra i fortunati che dispongono di uno yatch, godetevi i fuochi d'artificio dalle acque di Nosy Be, ma saranno belli, bellissimi, da vedere anche da qualsiasi hotel, o strada, o balcone di casa.
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