Non sono razzista ma...
By Mirindra on Friday, 25 June 2010, 07:37 - Informazione - Permalink
Che cos'è il razzismo? A mio parere è semplicemente una forma di diffidenza verso il diverso, che prende una piega drastica qualora questa diffidenza sia accompagnata da sottovalutazione, da scarto culturale (che ancora ancora) ma soprattutto da scarto economico.

Il razzismo non si puo' combattere a tavolino, o con sentenze più o meno severe da parte di un giudice. Si combatte all'interno di se stessi cercando di ridimensionare il proprio io, rispettando ciò che abbiamo intorno e chi abbiamo intorno.
Mi viene in mente un episodio... eravamo a casa di alcuni bambini scuri che guardavo in quanto babysitter, io e mia nipote che è sul mulatto chiarissimo, e mia nipote che si vergognava non si staccava da me nonostante venisse invitata ripetutamente a giocare. A un certo punto una bambina mi fa “ma non vuole giocare con noi perché siamo marroni?”. Ho sorriso con una tenerezza dentro che non riuscivo a trattenere, rispondendo “si deve un pochino abituare perché è timida”. Chissà, forse avrei dovuto rispondere altro, qualcosa riferito a quel “marrone”. Quell'episodio non me lo scorderò mai, finché vivrò. Mai!
Che cosa induce una bambina di cinque-sei anni a parlare in questo modo? Che cosa succede nei banchi di scuola? Cosa si dice? Oddio, so bene quanto sia difficile la convivenza con persone che hanno provenienze diverse dalle nostre, ma aspettiamo per lo meno che si dimostrino insolenti, insopportabili, prima di emarginarli, di classificarli e giudicarli. Ci vuole veramente poco, per fare del male a chi non lo merita assolutamente.

L'Italia è un paese razzista, mediamente, a volte di nascosto e a volte palesemente. Una fetta di stranieri residenti in Italia è insolente, insopportabile, ed è norma che vengano odiati, ma l'odio si riversa (così è norma) su chi non c'entra. L'Italia non ha saputo né sa imporre le sue leggi, non c'è quel rigore, quel “no non si può fare”, bensì “vabbè non si può fare ma cosa vuoi che succeda”. Non tardissimo, l'Italia diventerà una copia della Francia, con i ghetti, i quartieri cinesi, africani, creoli e via dicendo.

E' un problema così vasto quello del razzismo, così profondamente insito in ognuno, che fatti e parole hanno importanza di assoluta relatività. E' che il mondo è così vasto... e se si pensa a quanto siano diversi i componenti di una stessa famiglia, si può ben comprendere che non tutto il globo può andare d'accordo con il resto della popolazione. Come si può spiegare alla signora pakistana che gestisce l'internet point che dovrebbe tenere conto degli orari che lei stessa ha affisso sulla porta? Che se c'è scritto che sono aperti fino alle 14 lei non può russare rumorosamente alle 13? che se una fotocopiatrice non va, va sistemata, che non basta saper dire “questo non andale questo”?
Con tutta la simpatia che provo... ma si comincia dalle piccole cose.
E così gli europei, che quando si spostano in paesi poveri non si degnano minimamente di imparare neanche mezza parola. Però se si tratta di uno del terzo mondo ad andare in Europa, guai... la tolleranza al riguardo è zero. Piccole cose.

In un mondo sempre più aperto, sempre più piccolo, tutto questo comincia a pesare, è come un contenitore in cui tutto finisce per mischiarsi, sperando che... non sia un miscuglio esplosivo.
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