In genere i turisti visitano solo due-tre tombe fra le tantissime che sono state scoperte. Sovente c’è infatti una rotazione perché le stesse presenze umane possono danneggiare dipinti antichissimi che documentano le credenze e gli stili di vita di una civiltà che, per molti versi, resta misteriosa. Fra l’altro gli antichi romani non si preoccuparono molto di conservare le memorie dei popoli che prima di loro avevano avuto ruolo in Italia. Uno dei pochi antichi romani che si interessò di cose etrusche fu l’imperatore Claudio, ma dei suoi scritti è rimasto poco (qualche tavola trovata a Lione in Francia). Conseguentemente quanto si conosce degli etruschi si deve principalmente agli archeologi ed agli studiosi di tempi relativamente recenti. E fra questi uno dei primi fu Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone che ad un certo punto della sua vita si ritirò nei pressi di Viterbo, fra Canino e Vulci. Comunque i turisti a Tarquinia possono visitare il bel museo archeologico di palazzo Vitelleschi (ben ricco di reperti etruschi), il notevole centro medievale ed eventualmente fermarsi sul litorale magari per qualche bagno di mare. A parte Tarquinia sia a nord che a sud del porto di Civitavecchia, i crocieristi e gli altri possono trovare moltissimo. Il turismo nel Lazio ha infatti molte buone carte. E ciò a prescindere anche da una grande destinazione internazionale come Roma.